La coppia plastic tax - sugar tax è tornata ciclicamente sul tavolo negli ultimi anni. Introdotte con la Legge di Bilancio 2020, hanno subito più rinvii e, al momento, non risultano ancora operative. L’ultimo indirizzo politico comunicato nell’autunno 2025 parla di “sterilizzazione” fino al 31 dicembre 2026, con possibile applicazione non prima del 2027 (salvo ulteriori interventi).
Per le aziende, però, il punto non è “se”, ma “come” farsi trovare pronte. Queste imposte chiedono dati tecnici di prodotto (plastica e riciclato, contenuto edulcorante, classificazione) che spesso oggi non sono tracciati in modo robusto tra distinta base / BoM, anagrafica articoli e contabilità.
Contesto normativo e obiettivi delle imposte
1 - Finalità ambientali e allineamento alle politiche UE
La Plastic Tax nasce per disincentivare l’uso di manufatti monouso in plastica e spingere verso materiali riciclati/compostabili, una la logica coerente con politiche UE su riduzione del monouso. Operativamente, questo si traduce in un dato “nuovo” da governare: quanta plastica (e quanta plastica riciclata) c’è nel prodotto.
Per la Sugar Tax la finalità è più sanitaria, ovvero ridurre il consumo di bevande edulcorate tramite leva fiscale.
2 - Riferimenti normativi italiani ed europei
Entrambe sono istituite dalla Legge di Bilancio 2020. Per la Plastic Tax si parla di imposta sui manufatti in plastica con singolo impiego (MACSI), per la Sugar Tax di imposta sul consumo di bevande edulcorate.
Sul piano “calendario”, nel 2025 il Governo ha indicato una sterilizzazione fino al 31 dicembre 2026; diverse analisi specialistiche leggono l’effetto pratico come slittamento dell’entrata in vigore al 1° gennaio 2027.
3 - Soggetti coinvolti e ambiti di responsabilità
Qui “cosa cambia in azienda” è chiaro. La responsabilità non è solo fiscale e serve un lavoro congiunto tra:
- Tecnico/qualità/R&D (materiali, ricette, specifiche, packaging)
- Produzione e acquisti (fornitori, certificazioni, modifiche a componenti)
- Amministrazione/controllo (dichiarazioni, versamenti, audit trail verso ADM)
- IT/gestionali (ERP/PLM, regole di calcolo, report)
Plastic Tax: definizione e campo di applicazione
1 - Quali prodotti sono soggetti (MACSI e componenti in plastica)
La Plastic Tax riguarda i MACSI, cioè manufatti destinati a un singolo impiego con funzione di contenimento/protezione/manipolazione/consegna (tipicamente imballaggi e componenti assimilabili). Rientrano anche alcuni semilavorati e componenti (ad esempio preforme), elemento che complica la classificazione prodotti lungo la filiera.
Impatto operativo: non basta sapere “è plastica sì/no”. Serve una regola interna per decidere se un articolo è MACSI o componente rilevante e, soprattutto, per attribuire correttamente quantità e peso di plastica.
2 - Soglie, unità di misura e base imponibile
L’aliquota è 0,45 €/kg applicata alla quantità di materia plastica contenuta nei MACSI, con esclusione della plastica riciclata (base imponibile plastic tax = plastica “tassabile” in kg, non plastica totale indiscriminata)- È inoltre previsto un importo minimo sotto il quale vengono meno obblighi di dichiarazione/versamento (nella prassi interpretativa recente si trova indicato a 25 euro).
Cosa fare in azienda: predisporre un calcolo standard per articolo e per periodo che trasformi “peso componente” e “% plastica vergine/riciclata” in kg tassabili.
3 - Esenzioni e casi particolari
In sintesi, sono fuori campo (o trattati diversamente) alcuni manufatti compostabili e specifiche categorie come dispositivi medici e contenitori medicinali, oltre ai casi di esportazione (in cui l’imposta non è dovuta).
Errore tipico: considerare “compostabile” come etichetta commerciale, senza ancorarla a specifiche tecniche/certificazioni del fornitore e a una codifica coerente in anagrafica.
Sugar Tax: definizione e campo di applicazione
1 - Prodotti alimentari e bevande con contenuto edulcorante
Come anticipato, la Sugar Tax colpisce le bevande analcoliche edulcorate, cioè prodotti finiti o predisposti alla diluizione rientranti (in estrema sintesi) in specifiche voci della nomenclatura combinata UE e ottenuti con aggiunta di sostanze dolcificanti.
Impatto operativo: la “classificazione prodotti” non è un dettaglio doganale relegato agli spedizionieri. Se si vendono, importano o producono bevande potenzialmente in campo, si devono allineare classificazione, ricetta e dati di vendita.
2 - Determinazione dell’imposta e criteri di calcolo
Le aliquote previste sono:
- 10 €/ettolitro per i prodotti finiti,
- 0,25 €/kg per i prodotti da diluire.
Il calcolo sugar tax è quindi quantitativo (volumi/pesi) e richiede un legame pulito tra unità di misura commerciali (bottiglie, lattine, bag-in-box) e unità fiscali (hl o kg).
3 - Soglie, esclusioni ed etichettatura
Sono previste soglie di esclusione legate al contenuto di edulcoranti e casi fuori per prodotti non qualificabili come bevande. Nella pratica, l’etichettatura e le schede tecniche sono la prima fonte, ma vanno “tradotte” in dati strutturati per controlli e dichiarazioni.
Criticità ricorrenti e rischi di non conformità
1 - Difficoltà nell’individuare correttamente i prodotti soggetti
Il rischio più comune è classificare “a occhio” (MACSI/non MACSI; bevanda edulcorata/non edulcorata) senza regole documentate. In verifica, la regola conta quanto il risultato.
2 - Mancata coerenza tra dati tecnici e contabili
Se il tecnico aggiorna materiali/ricette ma l’ERP non riceve la versione corretta (o non la data), la contabilità calcola su dati obsoleti. È qui che nascono differenze tra “quanto si deve” e “quanto è stato dichiarato”.
3 - Possibili sanzioni e controlli ispettivi
Le discipline prevedono sanzioni e poteri di controllo in capo ad ADM, quindi la difendibilità del dato è parte della compliance.
4 - Errori da evitare subito:
- Calcoli non ripetibili (file manuali senza log)
- Assenza di evidenze fornitore (riciclato/edulcoranti)
- Distinte base non versionate o non allineate alle date di vendita
Domande frequenti
Partire dalla classificazione. Per la Plastic Tax verificare se il manufatto/packaging rientra tra i MACSI o componenti rilevanti e misura i kg di plastica tassabile. Per la Sugar Tax verificare se è bevanda edulcorata (e in quale forma: finita o da diluire) e collegare vendite/volumi alle unità fiscali.